Furla Series #01

Adelita Husni-Bey. Frangente/Breaker

L'artista italo-libica presenta una performance in tre atti lungo un percorso all’interno e all’esterno del Museo del Novecento

Il terzo appuntamento di Furla Series #01 è dedicato all’artista Adelita Husni-Bey, la cui ricerca indaga i rapporti di potere, le dinamiche relazionali e la pedagogia, declinandosi in vari media e avvalendosi spesso di collaborazioni multidisciplinari. Basandosi su un’idea partecipativa di performance, l’artista organizza articolate situazioni laboratoriali, indagando il rapporto tra dimensione individuale e collettiva.
 

Frangente/Breaker, un evento in tre atti che si snoda lungo un percorso all’interno e all’esterno degli spazi museali, creando un unico momento di riflessione sulle dinamiche della percezione, sui concetti di autorità, nazionalismo e confine: partendo da un intervento site-specific in alcune sale del museo che implica la partecipazione del pubblico, il percorso continua in Sala Fontana con una performance che coinvolge un gruppo di migranti, e si conclude con un’azione in esterna che si confronta con una dimensione pubblica.
 

Il primo atto è una performance che attiva un’interazione del pubblico con la collezione permanente del museo. Ispirato al Teatro dell’Oppresso, Cementarmato (2018) invita gli spettatori all’osservazione di una selezione di opere esposte, impegnandoli in un esercizio pedagogico sulla visione, la percezione e l’immaginazione.
 

Il secondo atto, intitolato Sull’Esilio (2018), riflette sulle idee di patria, radicamento e lavoro. Basato su un’opera sonora realizzata da Husni-Bey nel 2013, la performance vede protagonisti alcuni residenti del centro di accoglienza per migranti dell’ex-caserma Montello di Milano: tre coppie composte da un insegnante di italiano e da una persona recentemente migrata in Italia, leggono una serie di testi scritti da esiliati. Durante la lettura affiora il rapporto tra l’insegnante, che rappresenta il paese “d’accoglienza”, e la persona “esiliata” che chiede supporto nella lettura. Gli autori dei testi includono figure storiche quali Ovidio, il poeta palestinese Samih al-Qasim, l’agitatrice anarchica Emma Goldman, attraversando così epoche e territori diversi.
 

Il terzo e ultimo atto, intitolato Azione per una Catena Umana (2011), prende spunto dalla costruzione dei muri anti-inondazione: due gruppi di performer competono per la realizzazione della propria barriera di protezione, ma nel tentativo di costruire il proprio muro attingendo a quello dell’altro, innescano un processo circolare e potenzialmente infinito che vanifica l’azione di entrambi. 
 

Ispirata in parte al saggio Reflections on Exile (2002) in cui Edward W. Said afferma che “tra il nazionalismo e l’altro c’è la proscrizione – il ‘fuori’, dove chi non è benvenuto viene dimenticato. Questo è il pericoloso territorio della non-appartenenza”, Frangente/Breaker – termine dal molteplice significato che indica sia un’onda che la sua estensione, sia una barriera che una situazione difficile o una circostanza rischiosa – è un percorso all’interno delle dinamiche sociali e politiche che regolano la nostra relazione con l’“altro”, un invito a riflettere sulle nozioni di nazione, comunità e dislocamento all’interno del complesso scenario della contemporaneità. 

Credits

Performer Cementarmato: Furio Bringhenti, Erika Cozzi, Eleonora Crippa, Gaia Panceri, Mariaelisabetta Realini, Claudia Rifaldi
Performer Sull’Esilio: Alessandro Azzoni, Raymonda Gentile, Bully Jaiteh, Ousman Janneh, Muhammed Manneh, Ilaria Moro
Performer Azione per una Catena Umana: Carla Almirante, Anselmo Azzoni, Nello Bellanuca, Camilla De Siati, Salvatore Dragotto, Ivan Ferrarese, Nikita Ferrarese, Anna Fumagalli, Diego Giannettoni, Maria Latella, Thanuja Madapatha, Carolina Mancini, Mattia Montedoro, Veronica Piccoli, Marco Resta, Samuele Sarsilli, Angela Scaringella

  

Si ringraziano Zona 8 Solidale e il gruppo di teatro migranti Macao per la partecipazione alla performance. Zona 8 Solidale è una rete composta da associazioni, partiti, sindacati e singole persone con l’obiettivo di costruire un modello di accoglienza aperto e favorire lo scambio di esperienze dentro e fuori la caserma Montello di Milano, centro di accoglienza temporaneo per circa 270 richiedenti asilo, recentemente smantellato. Zona 8 Solidale si è opposta allo sradicamento dei residenti della Montello dal loro contesto lavorativo, sociale e culturale adottivo.

Foto copertina: Adelita Husni-Bey, Action for a Sandbag Brigade, performance, part of TRACK - A Contemporary City Conversation, presented by S.M.A.K., Ghent, 2012. Photo © Giannina Urmeneta Ottiker

Info

17-18 gennaio 2018
ore 19.00

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento posti.

Museo del Novecento, Sala Fontana
via Marconi, 1
Milano

-> Come arrivare

Adelita Husni-Bey, Cementarmato, atto I di Frangente/Breaker, performance, Museo del Novecento, Milano, 2018. Courtesy l’artista e Laveronica arte contemporanea. Foto © Masiar Pasquali

Adelita Husni-Bey, Cementarmato, atto I di Frangente/Breaker, performance, Museo del Novecento, Milano, 2018. Courtesy l’artista e Laveronica arte contemporanea. Foto © Masiar Pasquali

Adelita Husni-Bey, Sull’Esilio, atto II di Frangente/Breaker, performance, Museo del Novecento, Sala Fontana, Milano, 2018. Courtesy l’artista e Laveronica arte contemporanea. Foto © Masiar Pasquali

Adelita Husni-Bey, Sull’Esilio, atto II di Frangente/Breaker, performance, Museo del Novecento, Sala Fontana, Milano, 2018. Courtesy l’artista e Laveronica arte contemporanea. Foto © Masiar Pasquali

Adelita Husni-Bey, Azione per una Catena Umana, atto III di Frangente/Breaker, performance, piazza Duomo, Milano, 2018. Courtesy l’artista e Laveronica arte contemporanea. Foto © Masiar Pasquali

Adelita Husni-Bey, Azione per una Catena Umana, atto III di Frangente/Breaker, performance, piazza Duomo, Milano, 2018. Courtesy l’artista e Laveronica arte contemporanea. Foto © Masiar Pasquali

 

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